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Terre d'ascolto

La qualità della nostra Vita è la qualità delle nostre relazioni, a cominciare da quella con sè.

Un luogo non luogo dove ascoltare, trovare, creare, confrontare, guardare, riflettere sul cammino straordinario che è la Vita.
Per ascoltarsi, crearsi, confrontarsi, guardarsi, riflettersi.
Per Amare ciò che è. Adesso. Incondizionatamente.

Davvero voglio la democrazia?

Riflessioni Posted on 14 Nov, 2016 18:35:18

Ho trovato in rete due definizioni di democrazia che hanno colto la mia attenzione, la prima cita: “Forma di governo in cui il potere viene esercitato dal popolo, tramite rappresentanti liberamente eletti.”, la seconda: “Sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, direttamente o indirettamente, dall’insieme dei cittadini che ricorrono ad una votazione.”
Riflettendo su queste definizioni alla luce di quanto appena accaduto negli USA e quello che sta accadendo nel nostro Paese e in Europa, mi sono sovvenute delle perplessità.
Il nuovo Presidente degli Stati Uniti è stato eletto grazie ad uno strano meccanismo, quello dei cosiddetti Grandi Elettori, ovvero i cittadini che si recano alle urne non votano direttamente il presidente, ma scelgono i 538 «grandi elettori», un numero pari alla somma dei senatori (100) e dei deputati (435) che compongono il Congresso americano, oltre a tre rappresentanti del District of Columbia, dove si trova la capitale Washington. Il voto è Stato per Stato ed il sistema è maggioritario ovunque tranne che in Maine e Nebraska: chi vince uno Stato, quindi, si prende tutti i grandi elettori che assegna. Per diventare presidente bisogna ottenerne almeno 270. Infatti la Clinton ha preso in senso assoluto circa 200.000 voti in più rispetto a Trump, ma grazie al meccanismo sopra descritto ha vinto il cosiddetto Tycoon. E’ democratico questo? In Europa le decisioni che vengono imposte a tutti, non vengono prese dal Parlamento Europeo, unico organismo i quali rappresentanti potrebbero essere liberamente eletti dai cittadini dell’UE, ma da un altro organo che ha il nome di BCE (Banca Centrale Europea) insieme alla SBCE (Sistema Banche Centrali Europee) che ha potere assoluto e delle quali fanno parte tutte le banche centrali nazionali che parallelamente a quanto successo in Italia nel 1981 dopo il colpo di stato messo in atto attraverso una semplice lettera e senza chiedere il permesso a nessuno men che meno al parlamento commettendo un vero e proprio crimine mai pagato dall’allora ministro del tesoro Beniamino Andreatta con il divorzio dalla Banca d’Italia allora governata da Carlo Azeglio Ciampi facendola diventare una banca d’affari come tutte le altre che NON si occupa più di tutelare gli interessi dello Stato con l’obbligo di acquisto dei BOT che garantivano la copertura del debito pubblico che schizzò in 10 anni dal 58% al 120% portandoci nell’attuale baratro incolmabile, dicevo le banche centrali nazionali sono diventate banche di affari a tutti gli effetti che senz’altro si occupano dei propri interessi e non certo di quelli dei cittadini quando si siedono al tavolo con tutti i loro colleghi.
Per dovere di cronaca 10 anni dopo Andreatta dichiarò candidamente al Sole24ore che quel divorzio era talmente osteggiato da tutti che se non avesse fatto quella “sporca” della lettera senza dire niente a nessuno, non sarebbe mai passata, e una volta fatto era troppo complicato tornare indietro! Uno dei principali crimini che mette in atto la BCE è nel suo stesso statuto dove cita che “essa stabilisce i tassi di interesse nell’area Euro perseguendo quale obiettivo primario la stabilità dei prezzi” privando di fatto i singoli stati della propria sovranità monetaria, (che per quanto ci riguarda è già un reato anti costituzionale) e qualunque persona abbia nella sua vita avuto contatti con una attività economica sa bene che la stabilità dei prezzi significa necessariamente il ribasso dei salari, poichè all’aumentare dei prezzi essi aumentano e il conseguente potere di acquisto della popolazione con la possibile inflazione che va tenuta sotto controllo, non deve essere nè troppa nè troppo poca, se si vuole crescere (chi ha voglia si cerchi la Curva di Phillips che lo spiega benissimo). Il presidente di questo istituto, la BCE, altamente filantropico è Mario Draghi, uomo di Goldman Sachs una delle banche più potenti del mondo che ha un utile netto annuo pari a circa tre volte (!) il PIL del nostro paese. Tutto questo è democratico?
Chi prende decisioni in Italia? Un governo capitanato da un presidente del consiglio, che è stato nominato attraverso una legge elettorale (il cosiddetto Porcellum) che per parola dello stesso suo promotore Calderoli (sigh), allora ministro per le riforme del governo Berlusconi, ha dichiarato alla trasmissione Matrix di Mentana “L’ho scritta io ma è una porcata!”. Con questa norma i membri del Parlamento cessano di essere eletti direttamente dai cittadini ma vengono eletti unicamente secondo l’ordine di inserimento nelle liste deciso dalle segreterie dei partiti al quale si aggiunge un premio di maggioranza alla camera dei deputati in favore della coalizione vincente a prescindere dalla percentuale di voti raggiunta, ottenendo con questo premio i famosi 340 voti necessari per detenere la maggioranza alla Camera e fare quel che si vuole! Insieme ad altre schifezze tipo il voto di sbarramento al 4% e al 10% (!) per le coalizioni per avere seggi alla Camera e 8 e 20 per il Senato. Ecco, questa porcheria che ha mandato al governo chi comanda attualmente, ha approvato leggi anche su trattati internazionali che hanno ulteriormente limitato la nostra sovranità anche monetaria, è stata giudicata dalla Corte Costituzionale illegittima ma le elezioni invece lo sono e per questa strana e contraddittoria motivazione questo governo appunto illegittimo è rimasto lì a governare sino ad oggi! Va da sè che leggi approvate da un governo illegittimo dovrebbero essere anch’esse illegittime, invece no! E chi ha deciso questo? Bhè, basta leggere la famosa lettera inviata dalla BCE al nostro allora primo ministro Berlusconi nella quale sotto la pistola alla tempia di uno spread (la differenza tra il valore dei nostri BOT e quelli di riferimento tedeschi) che stava salendo paurosamente solo ed esclusivamente perchè fomentato dalle banche di affari tra le quali, guarda caso, proprio Deutsche Bank che adesso deve rispondere al coraggioso giudice di Trani che ha fatto la denuncia per le schifezze che ha combinato con la vendita massiccia dei nostri titoli di stato facendo così alzare appunto lo spread e facendoci perdere credibilità tanto che le varie agenzie di rating abbassarono paurosamente il nostro valore, hanno dettato tutta una serie di restrizioni che hanno portato alla attuale situazione economica disastrosa del nostro paese. iI Berlusca, che sarà tutto quel che si vuole ma non è uno stupido, aveva capito che quella lettera nascondeva una trappola e andò dai burocrati che la avevano scritta (Trichet e Draghi) a dirgli “marameo” io non ci sto e se rompete ancora le balle con ‘sta storia dell’austerity che ci porterà ad un impoverimento mai visto dal dopoguerra a oggi, faccio uscire l’Italia dall’euro! Cosa hanno fatto i simpatici finanzieri della BCE per convincere il governo Berlusconi legittimamente eletto dai cittadini a togliersi dai piedi? Attraverso manovre di compravendita dei titoli Mediaset, hanno fatto scendere l’utile netto da 160 milioni di euro a 7,5! E poi ci fu quel meraviglioso incontro tra gli ispettori della BCE e la commissione bilancio del senato durante il quale chiesero al senatore della Lega Nord Garavaglia: “Ma voi sosterrete il governo Monti?”, “mah, vedremo, c’è un governo in carica regolarmente eletto, se cade vedremo chi verrà nominato e decideremo…”, ribattono gli ispettori di Bruxelles “no, no, no, verrà fatto il governo Monti, voi lo sosterrete?”, Garavaglia rispose “No, non funziona così, noi siamo stati eletti in una maggioranza, se non sta più in piedi si va a votare e il popolo decide chi governa!”, gli ispettori ribatterono “no, no, no, non ci siamo capiti. Se voi non sosterrete il governo Monti, noi non compriamo i vostri titoli di stato (BOT) per due mesi e l’Italia fallisce!”, Berlusconi cadde, salì Monti (sempre casualmente anche lui uomo di Goldman Sachs) e poi Renzi, tutto questo con la benedizione dell’allora Presidente della Repubblica Napolitano che anzichè sciogliere le camere ha permesso che questo governo illegittimo modificasse la costituzione!
Tutto questo è democratico?
A mio avviso no, ed inizio a pensare che forse non sono pronto alla democrazia, quella vera del quale scrivevo sopra, forse è meglio avere qualcuno che con il bastone e la carota mi dica cosa devo o non devo fare, perchè la democrazia richiede che le persone sappiano cosa sta accadendo nel loro paese, si assumano la responsabilità di essere cittadini e non sudditi, ma fare questo costa enorme fatica, serve innanzitutto capire se dentro di noi c’è la democrazia! Chiedo il rispetto delle leggi da parte di chi mi governa, ma io le rispetto o preferisco farmi i fatti miei calpestando qualcuno, tanto lo fanno tutti? Chiedo che il servizio pubblico sia efficiente e rispettoso della mia persona, ma io lo sono verso di lui, di me e verso gli altri? Chiedo persone capaci e competenti a gestire i miei interessi come persona, ma io mi informo su cosa accade intorno a me? Ecco a queste domande dentro di me non so ancora dare una risposta, perchè farlo richiede un lavoro personale profondo e io preferisco guardare la tv, andare al centro commerciale o a fare un giro in moto, scontrarmi con chiunque nella pretesa di avere ragione giudicando e offendendo, non confrontarmi con nessuno men che meno con me stesso, non ho voglia di leggere, studiare, informarmi, è così comodo digerire tutto quello che radio, televisione, giornali mi propinano e poi, finalmente, quando tutto va in rovina intorno a me lamentarmi che gli altri non hanno fatto niente per evitarla!
Grazie a Mauro Scardovelli per avermi dato lo stimolo ad iniziare a interessarmi di questi temi.



Un Mondo (Disney) nuovo

Riflessioni Posted on 23 Sep, 2015 09:30:15

Da qualche giorno leggo sui social e su altri media gli entusiastici commenti sull’ultimo film Disney Pixar dal titolo “Inside out” (per precisione distribuito dalla prima e realizzato dalla seconda), certamente onore al merito di avere prodotto un lungometraggio che parli di emozioni in maniera così efficace e tale da stimolare riflessioni.

Davvero una bella iniziativa nella direzione di risvegliare le coscienze verso l’ascolto di sè e di conseguenza migliorare la qualità della relazione con sè e con l’altro, quindi di andare nella direzione di un mondo nuovo.

Da oggi finalmente i dipendenti delle fabbriche cinesi, del Bangladesh e altri paesi orientali, che producono per Disney pupazzetti, magliette e merchandising vario, riceverà salari congrui in ambienti di lavoro che diventeranno salubri e ottimali così non avranno più ragioni per scioperare e gli operai ricevere minacce di licenziamento; le donne non saranno più discriminate, nè picchiate, lavoreranno meno delle solite 18 ore e assumeranno personale sopra i 16 (a volte 13) anni (una delle fonti, in rete si trova molto altro:http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2014/07/laltra-faccia-della-disney-sfruttamento.html

Eurodisney farà prezzi uguali per tutti i visitatori a prescindere dalla nazionalità e la Commissione Europea ritirerà le denunce relative (fonte, ce ne sono millemila altre:http://www.dirittodicritica.com/2015/08/01/la-commissione-europea-punta-la-lente-su-eurodisney/

Disneyworld in Florida diventerà un vero paradiso come ci hanno fatto credere fino a oggi e si toglierà il soprannome di Mousewitz (Mickey Mouse + Auschwitz), ovvero uno dei peggiori luoghi d’America dove lavorare per condizioni salariali e ambientali (una delle fonti in italiano, in inglese si trovano anche i testi delle varie denunce e sentenze: http://www.nonsolodisneyland.com/t2687-lavorare-alla-disney-meglio-kabul )

E tutto questo sarà reso noto al pubblico e spiegato con un favoloso film di animazione proprio a quei bambini che tanto desiderano visitare i parchi divertimento, indossare magliette e possedere pupazzetti che non saranno più prodotti dai loro coetanei sparsi in mezzo mondo!

Insomma questo film segna la svolta per centinaia di migliaia di persone che ruotano nell’universo Disney, oltre che per i milioni di persone che lo vedranno e avranno spunti di riflessione! Tutto ciò, mi riempie di vera gioia!



Ogni mondo è paese!

Riflessioni Posted on 23 Sep, 2015 08:25:02

A quanto pare “every world is a country”, ogni mondo è paese! Emoticon smile Quindi anche la Volkswagen fa i magheggi e la prima della classe dimostra di essere come tutti gli altri, ha copiato i compitini agli esami, pare, comprandosi la maestra e il preside. Vedremo se gli daranno la solita bacchettata sulle manine o qualcosa di molto peggio gli arriverà dai fedeli acquirenti che come mogli/mariti si sentiranno traditi. Quì sotto il testo integrale dello studio fatto dall’istituto americano che li ha beccati con le mani nella marmellata, dal quale si evince, in verità, che non solo VW è fuori dai limiti imposti dalle normative, ma anche altre marche. Intanto vedremo cosa farà il governo tedesco di fronte a questa bomba atomica che sconquassa l’immagine di un Paese che ha fatto del rispetto delle regole, spesso imposte da loro specie in campo economico, un baluardo. La cosa che più mi incuriosisce è vedere come il mercato reagirà, in Italia chi va in giro con un’auto del gruppo VAG (tra gli altri Volkwagen, Audi, Porsche, Bugatti) fino a oggi lo ha fatto camminando con il nasino all’insù alla francese, chissà che succederà? Credo molto poco o nulla, innanzitutto chi si nutre di immagine riflessa nello specchietto di un’automobile con quattro anelli sul cofano non mollerà tanto facilmente ciò nel quale si identifica anche se non lo ammetterà mai neppure sotto tortura ed io per primo lo so bene, che di quella immagine riflessa mi sono nutrito per anni, inoltre la bolla è troppo grossa e senz’altro interverranno con qualche altro magheggio che ci farà credere che suvvia, che vuoi che sia…Ricordate il caso della Mercedes qualche anno fa quando le Classe A si ribaltavano all’attraversare di un gattino nero? Sembrava dovessero chiudere da un giorno all’altro….Quattro articoli sui media fatti come si deve e oggi il marchio gode di ottima salute. Troppo grandi gli interessi in gioco.
Certo si può anche fare un pò di dietrologia, guardacaso lo studio è stato fatto dagli americani che non amano il diesel, anche perchè da loro costa più della benzina, in questi anni il gruppo VAG ha spinto parecchio per entrare nel mercato USA puntando proprio sulle minori emissioni e consumi del loro motore diesel e, si sa, gli statunitensi non amano molto chi cerca di invadere il loro mercato. A suo tempo fecero carte false per non fare entrare i giapponesi, ma poi si arresero di fronte ad una qualità di prodotto non paragonabile ai cassoni che producevano a Detroit. Sarebbe interessante che qualcuno controllasse per benino emissioni e consumi dichiarati anche quì in Europa. Intanto dal 2017 sarà obbligatorio anche da noi in fase di omologazione un dispositivo che verifica le emissioni su strada, contrariamente a quanto accade oggi che le verifiche vengono fatto al chiuso con le auto sui rulli. Del resto è arcinoto che i consumi e le emissioni dichiarati dalle case costruttrici sono ben lontani dalla realtà , essendo superiori anche del 20-30%, e sarebbe ora che qualcuno ci mettesse il naso in questa truffa ai danni del consumatore. Chissà se davvero ne vedremo delle belle…
http://www.theicct.org/nox-control-technologies-euro-6-diesel-passenger-cars



Sabato Santo

Riflessioni Posted on 04 Apr, 2015 09:24:09

Oggi è Sabato Santo, secondo alcune tradizioni cristiane dei primi secoli, Gesù venne deposto nel sepolcro il venerdì, con la sua Divinità ed Anima umana, non con il suo copro incorruttibile, discese agli inferi e dopo circa quaranta ore vinse la morte ed il diavolo, aprendo le porte del Paradiso alle anime giuste morte prima di lui. Dopo questa missione si ricongiunse al suo corpo terreno per il mistero della Resurrezione che viene celebrato nella Pasqua.
Vorrei ricordare con queste parole tutti coloro che stanno attraversando quel baratro di tristezza, infelicità, confusione, conflitto interiore. La lotta negli inferi può durare al massimo quaranta ore, ed ognuno di noi ha il proprio orologio interno, ma finisce, nel momento in cui proprio lì in fondo si vede che c’è la luce che tutti abbiamo dentro per andare verso la Pasqua. In questo percorso, guardiamoci intorno, chi può sostenerci a volte è lì davanti a noi e neppure lo vediamo. Auguri a tutti.



Uno sguardo sulla sanità

Riflessioni Posted on 08 Oct, 2014 09:34:14

I più recenti studi e sondaggi realizzati in Italia, ad esempio nel
2013 da Aned (Associazione Nazionale Emodializzati e Trapiantati), e anche in
altri Paesi come gli Stati Uniti, i quali risultati sono facilmente a
disposizione sul web, indicano che la criticità più importante in questo
momento nell’ambiente medico ed in particolare verso i pazienti cronici, è
legato alla qualità della comunicazione interpersonale tra i protagonisti.
Ovvero il malato si sente “curato” ma NON “preso in cura”, salvo alcuni casi di
eccellenza in questo senso, la persona non si sente tale ma un “numero”.
Medici, infermieri, personale di servizio, non riescono a creare con il
paziente ciò di cui ha maggiormente bisogno nel momento più difficile, ovvero
l’attenzione come essere umano. Il personale sanitario, anche a seguito della
iper-specializzazione, è estremamente preparato dal punto di vista “tecnico”,
ha perso di vista la qualità fondamentale del medico, ovvero, l’ascolto
profondo, come scrivevo sopra salvo casi particolari che, infatti, emergono per
questo aspetto. Proprio quella qualità che i fondatori della medicina hanno
definito come fondamentale, una buona cura parte da un ascolto profondo del paziente,
a partire dalla sua sfera ambientale ed emotiva. Per avere conferma di questo è
sufficiente fare una breve visita in qualunque reparto ospedaliero o
ambulatorio medico. Il tempo dedicato dal professionista o dal collaboratore,
alla comprensione degli aspetti relazionali è quasi del tutto inesistente.
Eppure gli studi hanno dimostrato come la qualità della relazione ovvero il
fatto che il paziente si senta accolto, ascoltato, accettato in momenti così
difficili nei quali si ritrova spaventato e disorientato, sia la parte fondante
del processo di guarigione.

Negli ultimi tempi sono stati fatti alcuni passi in questo senso,
ancora troppo poco. Le corsie degli ospedali e sale d’aspetto degli ambulatori
pullulano di persone che lamentano questa carenza, frasi come “vado dentro, mi
fa la ricetta senza neanche ascoltarmi”, oppure in corsia “è passato il medico,
non ho neppure capito cosa mi ha detto”, vengono ripetute in continuazione. E’
evidente che questo processo richiede un cambiamento epistemiologico nell’approccio
al paziente, ovvero l’attivazione da
parte del personale sanitario delle qualità dell’essere come empatia, capacità
di ascolto profondo, che in realtà è un ritorno alle origini della stessa
disciplina medica cioè una relazione “empatica” con il paziente. Uno studio del 2012 promosso e condotto alla
Thomas Jefferson University di Philadelphia, ha coinvolto circa 900 pazienti diabetici,
spesso causa dell’insufficienza renale terminale, e una trentina di medici: i risultati, pubblicati sul Journal of American
Medical Colleges e facilmente reperibili sulla US National Library of
Medicine, hanno mostrato come i medici
più “empatici” avevano pazienti in grado di controllare meglio parametri come emoglobina
glicata e colesterolo. Analogo studio è stato svolto anche da un gruppo di
ricercatori nazionali presso la ASL di Parma,
il livello di empatia dei medici è stato misurato attraverso un questionario composto da venti domande che indaga la capacità del
medico di capire dolore, lamentele e preoccupazioni del paziente offrendo il
proprio aiuto e sostegno. Quindi, si è misurato il grado di controllo della
malattia dei diabetici andando a registrare l’incidenza di complicanze
metaboliche acute (dal coma agli squilibri elettrolitici gravi) che hanno
richiesto un ricovero: secondo i ricercatori infatti la prevenzione di questo
tipo di eventi è molto influenzata dal medico e da come gestisce ed educa il
paziente.

I risultati, anche questi facilmente reperibili in rete, sono chiari: i ricoveri per complicanze
acute, circa 130 nell’anno della valutazione, sono molto più probabili fra i
pazienti di medici meno empatici. Se invece il dottore è comprensivo e vicino
al malato, i guai sono molto più rari: solo circa una trentina di ricoveri
arrivano da assistiti di medici che si identificano di più nelle sofferenze dei
loro pazienti. Un dato sconcertante e che fa riflettere con la forza dei numeri. E’ evidente che il mondo della medicina non
può valutare il lavoro del personale sanitario in base alla capacità di
contenere i costi o districarsi nella burocrazia. E’ opportuno attivarsi con un
livello formativo diverso dall’attuale e che sia rivolto all’insegnamento e
alla riscoperta nel singolo delle vere qualità dell’essere.



Passioni

Riflessioni Posted on 05 Jun, 2014 10:21:17

Stanotte facevo fatica a dormire, ero agitato, un pensiero continuava a girare nella mia testa, quando è così, lo scrivo e mi aiuta. Vorrei condividerlo con voi. La parola “passione”, ci apre a vari significati, che in realtà dopo un certo percorso portano ad un unico traguardo: l’emozione. Unico vero carburante della nostra Vita. Per esempio, c’è la Passione amorosa, che “sentiamo” verso una persona, colpiti dall’attrazione fisica, intellettuale, empatica. Poi c’è quella che “sentiamo” verso uno sport, un oggetto, una scienza, l’arte, la cultura. Da quì nascono le grandi storie d’amore, i record memorabili, gli artisti che lasciano tracce indelebili, le scoperte che salvano vite e portano l’uomo nello spazio, le persone che ci stimolano a credere in un mondo migliore, etc…
La stessa emozione vive nelle persone che incontriamo ogni giorno, mia mamma è appassionata di lavoro a maglia e fa cose bellissime, la figlia della vicina che ha incontrato in riviera l’uomo della sua vita, il panettiere giovanissimo sotto casa che ha appena avuto una figlia splendida con una ragazza conosciuta a una festa, l’imprenditore appassionato di meccanica che si è inventato una nuova macchina per raccogliere le olive semplificando la vita di chi vive negli uliveti, il tizio che si allena ogni giorno per partecipare alla gara amatoriale di ciclismo, l’amica che scrive il libro per dare uno strumento ai giovani per trovare un lavoro, un’altra amica appassionata di fotografia che ha fatto la sua prima mostra in un oratorio, a modo proprio, molti di noi ha una passione che lascia un segno, più o meno profondo, nella propria vita e nel mondo.
Una delle mie passioni è la motocicletta, papà me la ha passta, tra le poche cose buone che da lui ho avuto in un tribolato rapporto che solo nella sofferenza ho capito quanto fosse importante.
Fin da bambino quegli oggetti a due ruote con un motore mi hanno affascinato, mi regalavano quella sensazione di libertà, di potenza, di esaltazione.
Indimenticabili le liti con mamma che non voleva nemmeno sentirne parlare, eppure era stata passeggera di papà anche nel viaggio di nozze. La paura di perdermi era troppo forte per lei, non riusciva a comprendere, allora e anche oggi, quanto e perchè fossi attratto da queste moto. Incomprensibile per lei cosa mi suscitavano, desiderio di evadere, di viaggiare, di scoprire un mondo del quale stavo appena cominciando a vederne i confini nascosti dietro casa. Con i soldi guadagnati nei lavoretti estivi ho acquistato il primo motorino e poi la prima moto “vera”, orribile e un catorcio per tutto il resto del mondo, per me era bellissima. La prima vacanza in Puglia con la fidanzata di allora, ancora non era obbligatorio il casco, si girava con i pantaloni corti e improbabili occhiali da sole di finte imitazioni di marche famose. Rivedere quelle foto suscita tenerezza. Con l’inizio dell’attività lavorativa, ho potuto concedermi qualcosa in più, anzi molto di più. Sono uno dei fortunati che ha potuto permettersi tra le più belle moto mai prodotte, utilizzate anche per avere quel momento di attenzione, di gloria, di riconoscimento che non avevo in altri modi. Con gli “enta” ho cominciato a scoprire e comprendere davvero il piacere del viaggio. Dopo avere girato tutta l’Italia, la prima meta “vera” da esploratore su due ruote è stata Capo Nord, un mito per ogni motociclista. Rimasi colpito, affascinato, estasiato, da quei paesaggi meravigliosi dove il verde delle colline, l’acqua di fiumi, fiordi, ruscelli, si mischiano con i ghiacciai che colano verso il mare. L’aria fresca sul viso, il cielo così azzurro da farmi pensare lo vedessi per la prima volta davvero. Quando vidi la prima renna, il mio volto aveva lo stupore di un bimbo che apre i regali sotto l’albero. Ricordi ancora oggi che mi fanno venire i brividi, tanto che ci tornai per altre due volte in momenti diversi della vita. Poi altri viaggi meravigliosi, la penisola iberica, i paesi dell’est europeo, il medioriente…quando, scendendo da un altopiano desertico al confine con l’Iran, mi trovai in mezzo a una spianata con la vista del monte Ararat, scambiai uno sguardo con un amico compagno di viaggio e mi scesero delle lacrime. Spesso ho intrapreso viaggi in solitaria, eppure mai mi sono sentito solo, ho sempre incontrato qualcuno con il quale condividere un tratto di strada, un’esperienza, una risata, un piatto di spaghetti, nascere un’amicizia di un giorno o di una vita. La moto mi ha fatto conoscere luoghi, persone, culture e soprattutto me stesso, avvicinato alle mie emozioni. Ho percorso centinaia di migliaia di chilometri, per un’avventura andando in edicola dietro casa, o dall’altra parte dell’Europa con tenda e sacco a pelo. Ho vissuto i tempi nei quali i motociclisti erano discriminati dagli albergatori, che quando ti vedevano arrivare infreddolito zuppo fradicio dopo una giornata sotto l’acqua, ti guardavano schifati e rispondevano “siamo pieni”. Grazie a molti amici dai quali ho imparato qualcosa, mi sono divertito facendo le “mattate” sulle strade di curve, ridicole esperienze in pista, prediligendo oggi le passeggiate a ottanta all’ora con casco aperto ammirando i paesaggi, sentendo i profumi. Come scrisse un caro amico “posso rinunciare al piacere di andare forte, ma non posso rinunciare al piacere di andare piano!”. Quando mi sento triste o la testa è presa dai problemi, prendo la moto faccio un giro e tutto torna a sorridere, ormai lo so da tempo, è la mia medicina. Dopo un lungo ricovero, appena ho potuto fisicamente sono salito in sella e mi ha aiutato a tornare “vivo” e lo fa ancora oggi. Tutto questo ha portato anche esperienza nella capacità di guidare, si impara la sensibilità nel capire cosa può fare chi incontri, anticipare qualche errore, farne sempre di meno. Certo, molte volte ho rischiato e mi è andata bene. Come quella volta da adolescente e incosciente senza patente, ho talmente rotto le scatole a un amico che mi prestò il suo 125 per un giretto e caddi, non troppi danni, che pagai, ma mi sentii un verme, anzi un pò ancora adesso: scusa Massimo! Nell’utilizzo stesso di questo mezzo è compresa una percentuale di rischio e il concetto di bravura è puramente illusorio, non è possibile prevedere l’imprevedibile. Mi suscita molta rabbia vedere ragazzi su moto o scooter che girano in maglietta, pantaloncini corti, casco non allacciato, infradito e simili, non sanno quanto è duro l’asfalto e quanto fa male quando lo incontri, e non serve a niente dirgli qualcosa, perchè i giovani si sentono invincibili e fino a quando non picchiano il naso da soli, non ascoltano nessuno. Come facevo io. E lo fanno anche la maggior parte degli adulti, lo constato tutti i giorni nella mia attività. Sensibilizzare alla prudenza e all’uso di un abbigliamento idoneo è compito delle istituzioni, certo, ma soprattutto di noi motociclisti “datati” con il buon esempio nell’uso del buon senso! I giovani non hanno bisogno di idoli, ma di buoni esempi da seguire. Non posso scordare l’unico incidente della mia vita, quando mi ricoverarono in ospedale vicino Trento, il medico davanti a me e una spaventatissima mamma disse “ringrazi questi, se lei non è su una sedia a rotelle. Lavorerei molto meno se tutti andassero in giro così”, indicando il paraschiena e la tuta in pelle.
Lunedì scorso, ancora felice per il bel giro domenicale con gli amici sui colli tra Parma e Piacenza, leggo nel social di una ragazza di soli 23 anni, della quale leggevo i commenti fino al giorno prima, che perde la vita in un incidente alla guida della sua motocicletta verde. Una ragazza normale, con un bellissimo sorriso e una sana passione per la moto, come me quando avevo la sua età. È caduta travolgendo un pedone che ha perso la vita anche lui. Poco importano le circostanze, ragioni, torti, rimane solo questa tragedia di incontenibile sofferenza per famigliari, parenti, amici e che mi fa scendere fiumi di lacrime. E allora, cosa posso dire a quella mamma impaurita che mi chiede un parere perchè il figlio adolescente le chiede di avere una moto? Solitamente le direi che avere figli è come andare in moto, si accetta una percentuale di rischio, i genitori non possono pensare di tenere i figli sotto una campana di vetro, oggi i ragazzi si appassionano al freestyle in moto, sì, quelli che fanno quei salti acrobatici pazzeschi, agli altri freestyle in snowboard o bicicletta bmx, al fuoripista con gli sci, quanti praticanti e spettatori hanno questi sport? Lo sa bene un amico che fa il telecronista proprio di queste specialità in un noto network. Escono il sabato sera con gli amici, bevono qualcosa di troppo e/o fanno tardi, si mettono alla guida e poi leggiamo ogni settimana cosa succede. È capitato, tristemente, anche nella mia famiglia. Cosa facciamo? Impediamo loro di fare qualunque cosa sia potenzialmente pericolosa, impresa impossibile salvo tenerli chiusi in casa, o cerchiamo di educarli al meglio possibile con quegli strumenti che gli facciano capire i valori della vita e poi lasciare che facciano le esperienze, perchè la Vita (V maiuscola) è la loro, e i figli non sono una nostra proprietà ma sono “Persone” che è giusto facciano la loro strada, che comunque prima o poi faranno? Francamente, in questo preciso momento, non credo di avere una buona risposta, a quella mamma posso solo raccontarle la mia passione.

Ciao Helena, eri davvero troppo giovane.



Amare o un calesse?

Riflessioni Posted on 04 Jun, 2014 12:13:19

Sono sempre più stupito dal crescente numero di persone che dicono avere amato “come mai nessuno” una persona, e a distanza di tempo, non importa quanto, imprecano sperando le accada le peggio cose! Il concetto di “amore” è estremamente volubile e inconsistente….



Migliorarmi?

Riflessioni Posted on 04 Jun, 2014 12:11:47

Perchè la continua ricerca ad essere migliore quando il massimo che posso essere è il profeta della mia stessa resurrezione a una Vita sempre nuova?



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